sabato 15 novembre 2014

Come riprendersi dopo una storia finita



Siete tornati single, non per scelta vostra?
Vi sentite soli, stropicciati e senza alcuna speranza nell'amore? Volete sapere come riprendervi da un momento così doloroso? Di seguito troverete alcuni consigli che potrebbero aiutarvi a superare questo momento...


  • Concedetevi un weekend di stravizi: dolci, dolciumi, dolcetti: nei momenti difficili, i dolci possono aiutare a tirarsi su. Ascoltate canzoni tristi, guardate film strappalacrime insomma imbruttitevi: lasciate uscire tutta la sofferenza ed il pianto. Solo così potrete piano piano voltare pagina.


  • Cancellate il suo numero (perché non possa tornarvi la voglia di sentirlo, nei momenti particolarmente tristi)



  • Buttate tutte le cose che vi ricordano lui: vestiti, oggetti, regali, foto: lontano dagli occhi, lontano dal cuore!


  • Fate una lunga telefonata alla vostra amica del cuore oppure organizzate una serata con le vostre amiche più care: le persone che vi amano e vi vogliono bene vi staranno vicino in un momento così delicato.


  • Fate una lista dei difetti del vostro ex: vi servirà nei momenti in cui (chissà per quale strano motivo) lo rimpiangerete e vi sarà molto utile per capire cosa cercare nel vostro nuovo Mr Big.


  • Dedicate del tempo a voi stesse: iscrivetevi in palestra, frequentate quel corso che volevate frequentare da un po', prendetevi cura di voi: volersi bene e badare a se stessi è un dovere che ognuno ha verso di sè!


  • Fate un viaggio: magari una meta esotica, trasgressiva, lontana oppure un viaggio culturale in una capitale europea, o ancora un corso di lingue all'estero. Il viaggio è un'occasione per mettersi alla prova, testare la propria capacità di adattamento, imparare a conoscersi meglio. È anche un modo per mettere una distanza fisica tra voi e la vostra vita sentimentale (e il vostro ex ovviamente!)


  • Cambiate taglio di capelli o cambiate colore(sempre che già non lo abbiate fatto): quando qualcosa cambia nella vita di una donna, di solito anche i capelli subiscono una trasformazione: questo è il momento giusto: vita nuova taglio nuovo!


  • Trascorrete del tempo con la vostra famiglia: nei momenti di sconforto chi meglio dei propri cari ci può capire, confortare, ascoltare?


  • Uscite di casa: non rintanatevi nelle mura domestiche perché c'è un mondo la fuori che aspetta solo voi: non ci credete? Basta provare!



domenica 12 ottobre 2014

Ma la musica, musica è tutto quel che ho

Salgo in macchina. Fuori è buio pesto e le strade sono lingue d'asfalto desolate e silenziose e tra le ombre scorgo qualche passante vago e solitario. Infilo la chiave nella toppa, la giro, il motore si accende. Accendo anche la radio.
La radio trasmette “Ho messo via” di Ligabue, una delle mie canzoni preferite.
Inizia piano quasi sussurrata, un dolce carillon in questo giorno freddo di inizio ottobre. Da un lato c'è il solito Liga, quello che scrive testi da una vita, che ogni volta sembra che parlino proprio di te, con quella sottile cantilena che lo contraddistingue e lo rende l'artista che è, dall'altro tutte le cose che la canzone mi rimanda: le cose passate, quelle che a volte non tornano e quelle che tornano sempre, anche quando non le si vorrebbe: le scelte azzardate, le parole dette, quelle non dette-che forse bruciano anche di più, l'idea di un vuoto rimasto dentro per qualcuno che se ne è andato via, in tutti i modi possibili, ma che in realtà rimane ancora li, dentro di noi.

Di qualunque cantante o di qualunque canzone stiamo parlando, il punto è che la musica riesce a sistemarti l'anima, sempre. La ascolti, e ne fai il battito del tuo cuore, ascolti le parole, le vivi e magari le canti anche. E così una brutta giornata passa, magari una di quelle giornate che vorresti cambiare tutto e che ti chiedi se cambierà mai davvero qualcosa. e così ritorni ad essere felice perchè la musica sa aggiustarti dentro. Così magari ti godi il viaggio, magari un viaggio in treno o un viaggio in macchina alle tre di mattina in una Torino che dorme ancora e che riesci a goderti senza traffico.
Allora ti accorgi che esisti solo tu ed il volante della tua tre porte tra le mani ed altre cose da scoprire, vivere e vedere.
  
Perchè la musica non ci lascia mai soli, anche quando si è in partenza verso un posto lontanissimo con un trolley in mano. La musica da un senso alle cose: da senso a una strada desolata mentre la si percorre di mattina presto, da un senso alla solita vecchia routine di una strada che si conosce a memoria per andare a lavoro, ad un ritorno alla realtà dopo un'imprevedibile gita scolastica, ai ricordi di un'adolescenza andata che ci portiamo dentro.
La musica accompagna e colora le nostre vite da sempre ed è un concetto tanto difficile da mettere per iscritto che, forse sarebbe meglio dirlo in musica; così prendo in prestito una canzone di Jovanotti in cui la paragona ad un amore dicendo:
Ma questo nostro amore è come musica che non potrà finire mai,che non potrà finire mai,mai mai”.

venerdì 26 settembre 2014

Posti Speciali


Ognuno di noi credo abbia un posto speciale in cui, più di ogni altro posto nel mondo si senta “a casa”. Può trattarsi del posto dove si è cresciuti, oppure del posto in cui d'estate si trascorrevano le vacanze, il posto dove sono nati i propri genitori oppure una città straniera in cui, chissà perché, ci si sente meno “stranieri” che in molti altri posti del mondo.
Il mio posto speciale è la Sicilia.
È la mia terra, è li che si ancorano le mie radici, le mie estati da bambina, il primo grande vero amore (quello che non scordi mai, o che ricordi più bello di quanto in realtà sia stato magari), mia nonna Nina e tutti i suoi insegnamenti.
La Sicilia è il cibo, e il cibo è sempre la base di ogni cultura, di ogni tradizione e di ogni storia familiare.
Ogni volta che si va al sud si dice sempre “scendo giù”, come se si stesse andando proprio in un' altra dimensione, più terrena, più concreta in cui si immerge completamente e da cui si esce diversi, con qualcosa in più (e non parlo solo di chili :-)).
E' la granita con la brioche, i pistacchi, la pasta di mandorla. È una terra vulcanica, arsa dalla lava, soleggiata. Ed è come se la gente di qui fosse come la sua terra: tenace, resistente alle intemperie: anzi, resistente e basta.
E' un dialetto che è come un brano musicale, una dolce cantilena che magari non parli ma che comprendi più di ogni altra lingua.
Un posto in cui la gelosia (quella che ti fa proteggere con grande energia le persone che ami) è parte della cultura locale, un posto in cui il rispetto conta più dei soldi, in cui la dignità e l'orgoglio sono i valori che si insegnano ai figli da sempre.

È' una cosa strana quella che mi succede quando sono in Sicilia perché pur non essendoci nata, e pur non vivendola quotidianamente, so che da li viene tutto quello che sono e tutto quello in cui credo.
Vivere a Torino mi fa sentire ancora più siciliana: stare qui a volte mi sembra come stare lontano da “casa” : per non perdermi è fondamentale ancorarmi a quei ricordi, quei valori e quei suoni che abitano in me da così tanto tempo da sembrare parte di ciò che sono da sempre...
Ed è vero che scendere giù è come subire una trasformazione ma un po' diversa da un normale cambiamento: anziché differenti da qui si torna più uguali a se stessi.





giovedì 11 settembre 2014

Solo le persone superficiali non giudicano dall'abbigliamento


Ho passato gran parte dell'infanzia con la convinzione che “l'abito non facesse il monaco” cioè che le apparenze ingannassero sempre e che per capire una persona non bisognasse fermarsi all'esteriorità, all'abito ma che si dovesse comprenderla nel profondo della sua anima, del suo carattere e dei suoi desideri.
Sono giunta all'età adulta finendo per non essere d'accordo con il famoso proverbio.
L'abito fa il monaco eccome! I vestiti dicono molto di chi siamo, di chi vorremmo essere e, talvolta, di dove vorremmo andare.
Come siete vestiti ora? Cosa state comunicando agli altri con ciò che indossate?
Sappiate che ogni capo d'abbigliamento dice qualcosa di voi...un paio di scarpe da ginnastica può comunicare che siete persone pratiche e alla mano, un cappotto elegante che siete una persona chic (forse anche vagamente snob), una giacca corallo che siete persone che sanno osare.
Nessuna scelta d'abito è poi mai veramente casuale ed inconsapevole: la moda si fa strada sempre e comunque nelle nostre vite. Ne Il Diavolo veste Prada la fantastica Meryl Streep esprime molto bene questo concetto in una sequenza famosa : la scena del maglione ceruleo, ve la ricordate?
La stagista (Anne Hathaway ) subisce una vera stoccata dalla direttrice della famosa rivista Runaway (Meryl Streep) che le dimostra, con un breve ma incisivo excursus sul colore del maglione che la stagista indossa, che la moda più o meno consapevolmente influenza tutti noi (anche quelli che si prendono troppo sul serio per badare a come si vestono!) e ci si incolla addosso, inevitabilmente e indipendentemente dalle nostre scelte di stile.
Oscar Wilde diceva che solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze: non dare importanza all' aspetto e all'abbigliamento vorrebbe dire negare che i vestiti sono una forma di comunicazione: siamo (anche) quello indossiamo.
Per cui si può senz'altro dire che l'abbigliamento è un modo per capire non solo meglio noi stessi ma anche gli altri. E se davvero l'abito fa il monaco, conclusione a cui sono giunta col tempo, la prossima volta cercherò di conoscere una determinata persona guardandone la giacca e le scarpe, anziché scoprendone il carattere.




lunedì 25 agosto 2014

Nuovi inizi


L'inizio dell'anno per me non è mai stato gennaio ma settembre. Settembre è il mese in cui si ritorna a lavorare dopo le ferie (solitamente in vacanza si va ad agosto, anche se non è sempre così) è il mese in cui la città si ripopola dopo il periodo estivo, il momento in cui gli studenti rientrano a scuola.
Si torna in città con un bagaglio di nuove speranze, una carica di relax e, solitamente, una buona dose di abbronzatura da sfoggiare. Per me è a dire il vero, anche il mese in cui inizio a stingere e a cambiare pelle (semplicemente l'abbronzatura se ne va). È un nuovo inizio con magari un elenco di nuovi propositi: mi iscrivo in palestra, frequento un corso di lingua araba, inizio a mangiare sano, inizio a ballare latino..
settembre è il mese che ci prepara all'autunno, anche se – a dire il vero – l'estate a Torino non si è vista , è il mese in cui si decide di cambiare taglio o di ricominciare, magari con un nuovo look.
Settembre è il mese delle cartelle, degli zaini e degli astucci nuovi, entrare in un supermercato e vedere una distesa infinita di papermate, matite e diari. Il mio settembre, il mio anno nuovo inizia sempre così: con una nuova agenda dove segnare gli impegni, le cose da fare e quelle a cui pensare.
E ogni settembre, o meglio ogni fin d'estate mi viene in mente la canzone dei Righeira triste ma sempre attualissima:
“L'estate sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va..”

Come per me, anche secondo loro l'anno finisce con l'estate e ricomincia con settembre: se è vero che le cose che finiscono possono rendere tristi, la felicità può risiedere in un nuovo inizio, in un buon proposito o magari in un nuovo taglio di capelli:in un cambiamento insomma, e ogni cambiamento in fin dei conti parte sempre dalla testa.

mercoledì 13 agosto 2014

da dove comincio?







Tutti abbiamo lati nascosti, che non mostriamo, che non facciamo vedere subito o che non facciamo vedere affatto alle persone. Il concetto è che nulla è come sembra..la mia professoressa di inglese del liceo (l'adoravo) diceva che nella vita non importa come ci si sente davvero ma come ci si presenta agli altri, e che ostentare una sicurezza che non si ha è meglio che far vedere ciò che realmente non si possiede.
Questa è una vera lezione di vita: lo è stata per me. Ognuno di noi, come diceva Pirandello, ricopre dei ruoli nella vita, porta delle maschere: se non quelle che si è scelto, quelle che prima gli altri hanno scelto per lui e che poi ha fatto proprie, fino ad incollarsele addosso.
Alcune maschere sono più strette di altre, possono essere più o meno scomode, possono farci avvicinare a come vorremmo essere o a come ci vediamo.
Sta di fatto che credo che nessuna maschera e nessun ruolo possano riassumere a pieno quello che siamo, possano sintetizzare o schematizzare una persona.
Così come una principessa può nascondersi dietro un vestito da clown, nel continuo Carnevale che è, spesso, la vita: la forza può certamente celarsi dietro uno sguardo dimesso, la tenerezza dietro un pugno serrato.
Ed è questo: il fascino dei contrari che spesso risiede nell'animo umano, ciò che ho voluto rappresentare con il titolo del mio blog: per le prossime volte, prometto di fare discorsi meno seri.. come dice una cara amica del web infatti“ogni tanto bisogna essere frivoli”.