lunedì 28 gennaio 2019

Con il cuore diviso a metà.


Un pò che non passavo di qui e avevo l'urgenza di scrivere.

Mi scrive una lettrice, con il cuore diviso tra due uomini. Ho pensato a lungo se risponderle o no. Alla fine eccomi qui.
Cara lettrice, potrei dirti molte cose. potrei dirti che è sbagliato, potrei dirti di lasciare il tuo compagno oppure di lasciar perdere la persona a cui stai pensando ora.
Invece ti dirò due cose.

1) Leggi "Sulle sponde del fiume Pedra mi sono seduta e ho pianto" o "Brida" di  Coelho. L'autore è un mago della scrittura, uno che conosce molto bene i sentimenti, il cuore umano, le sue contraddizioni. quel libro mi ha insegnato che l'amore muore e rinasce mille volte nella vita. a volte sembra perduto, invece non lo è.

2) Negli ultimi periodi ho pensato a rispondere alla domanda: che cos è l'amore? l'amore è la vita: etimologia della parola vuol dire proprio questo. l'amore è avere pazienza, starsi accanto, stare vicini ma con la distanza gusta per concedere all'altro di andare nel mondo e per concedere la stessa libertà a se stessi. l'amore è condividere momenti, dedicarsi all'altro.

Negli ultimi anni ho imparato che l'amore è anche un occasione per conoscere se stessi attraverso l'altro. E' come un viaggio. Una costante ricerca di se.
Dove stai andando?
Ogni step in questo viaggio, ogni compagno di viaggio, ogni momento, ogni respiro sono sacri e vanno rispettati. nessun passo può essere fatto con leggerezza.
Non so se ho risposto alla tua lettera cara lettrice, ma non credo di poterlo fare io.

Ognuno è responsabile delle proprie scelte e delle conseguenze che ne derivano.
ho pensato spesso che la mia vita fosse stata il frutto delle scelte degli altri. non è così. ma scegliere è un imperativo. Sto compiendo tante scelte ultimamente, come se stessi mettendo dei pezzi di me. non è sempre facile. non possiamo mai sapere in che direzione andrà la nostra vita ma bisogna sempre compiere dei passi nella direzione in cui desideriamo andare.  

sabato 19 gennaio 2019

Itaca di Konstantinos Kavafis

Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti (finalmente e con che gioia)
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.





martedì 15 gennaio 2019

Credo di Simone Cristicchi


CREDO

«Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini. Nell’odore dei panni stesi, del ciambellone e in quello delle mani di mia madre. 
Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica insurrezione.
Credo che la vera gioia è riuscire a sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un granello di sabbia.
Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura.
Credo che non siano le grandi rivoluzioni o le ideologie, ma i piccoli gesti a cambiare il mondo perché niente è più grande delle piccole cose.
Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e che anche tra mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore.
Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Anche da trapassato. 
Credo che la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio.
Credo che chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso.
E credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza.
Credo che non bisogna cercare la felicità, ma solo proteggerla.
Credo che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta l’intelligenza e la cultura del mondo resti muta e si inchini davanti a questo grande mistero, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto, che non si ferma, che si trasforma ogni secondo.
Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere.»