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Un cuore francese a Torino: Si-Vu-Plè

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Esiste un piccolo angolo di Francia a Torino che si chiama Si-vu-Plè nel cuore di San Salvario (via Berthollet 11, Torino). Un posto con un nome delicato e cortese, educato. In francese vuol dire "per favore". È un posto in cui entrare in punta di piedi senza fare rumore che ti sa colpire con la sua aria fresca ed elegante. All'interno fa capolino la scritta " bonheur" (felicità) scritta con il gessetto bianco su una superficie nera fatta a cuore. Come a dire che la felicità è sempre a forma di cuore. Dentro tavoli piccoli e quadrati che ti fanno sentire in un bistrot parigino raffinato ed esclusivo. Accanto a questi anche tavoli più grandi per incontrare magari qualche sconosciuto, parlare del più e del meno mentre bevi un caffè o un bicchiere di vino. Prezzi onestissimi. Formaggi francesi e marmellate in barattoli piccini piccini. Grandi vetrate su un ambiente fatto di legno. Un tocco di lilla qui e là che ti fa pensare alle distese di lavanda in Provenza. Gio...

Come dalla nonna: Baz

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Esiste un baruccio proprio all'angolo di Torino che ho scoperto qualche settimana fa. Ti affascinano i colori brillanti che ne contraddistinguono il nome. Si chiama Baz (via Giovanni Somis 13 a Torino). È un posto speciale. Ti sembra di essere un po' all'Ikea con le sue scritte geometriche e coloratissime, un pò in Francia con questo look che sa di lavanda e legno chiaro e infine anche un pò a casa della nonna. Sedie di legno colorate con il colore un pò saltato negli angoli, lampade fatte di trasparenze colorate e tondeggianti che fanno pensare ai lampadari dei primi anni '80. Il telefono a disco, che non si usa più. Scritte ordinate e dal tratto netto e pulito che indicano tutti i prezzi, pareti bianche pulitissime e soprattutto la qualità dei prodotti. Focacce bianche o integrali ad un euro. Tutti i prezzi indicati con precisione e chiarezza sulla vetrina interna. Un tavolo per i bambini con i pennarelli. Giornali disposti in maniera ordinatissima per g...

10 consigli per coltivare la felicità

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Tempo fa avevo tappezzato alcuni posti di Torino che mi piacciono molto con dei biglietti. Erano le mie personali regole della felicità. Se ve le siete perse, eccole qui! LE DIECI REGOLE DELLA FELICITÀ 1. Coltiva dei piccoli momenti di ribellione 2. Non dimenticarti degli amici e coltiva i tuoi interessi 3. Credi in te stesso ed in ciò che fai 4. Cosa desideri veramente?vai a prendertelo 5. Corri dei rischi 6. Pensare al problema non risolve il problema: esci e distraiti! 7. Ogni giorno trova almeno tre motivi per essere felice 8. Corri a conoscere il mondo  9. Fai qualcosa di concreto per aiutare gli altri 10. Perdona

Fino alle nuvole

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La scorsa settimana ho fatto un percorso di 3 ore e mezzo circa in montagna, sei ore circa andata e ritorno. Dal nulla sono arrivata ad un'altezza di più di 2000 metri. Ho comprato le scarpe da trekking e via. Pensavo che non ce l'avrei fatta quando mi hanno detto che la meta stava talmente in alto da sembrare sulla sommità delle nuvole, avevo la tentazione di rinunciare, di tornare a casa. Invece sono rimasta lì. Ho cominciato ad andare, con i miei compagni di viaggio. E mentre camminavo, stanca per la salita e con il timore di non riuscire ad arrivare alla fine, mi sono chiesta quante volte nella vita si pensa di non farcela. Ci scoraggiano le salite, la stanchezza, le difficoltà. A volte più di tutto ci scoraggia l'idea di non riuscire. E invece riuscissimo? Continuavo a camminare, mi accorgevo di potercela fare. Salivo più in alto e poi ancora più in alto. Volevo arrivare.   Capivo che era quello il modo di affrontare le cose. In...

Assenzio

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Si conobbero in un locale che si chiamava Assenzio, ai piedi della Mole. Chi crede nei segni avrebbe detto che certamente il nome del locale preannunciava qualcosa su come gli eventi si sarebbero evoluti.  Beatrice detta Bice indossava un vestito a pois leggerissimo quasi impalpabile e Sergio, al suo solito, era vestito in total black. “Non puoi bere una birra tesoro, sei così elegante con quelle gambe da Kate Moss” disse Sergio, Guardandola con un sorriso un po’ ebete. Bice sorrise alla vista dei bicipiti che sporgevano dalla t-shirt di Sergio. Si sentiva lusingata dalle parole di quello sconosciuto, lei che era sempre stata abituata a nascondersi e a mettersi in un cantuccio. Una famiglia numerosa, una madre assente:  lei aveva incanalato tutta la sua tristezza ed energia negli studi. Quando la madre arrivava a casa arrabbiata lei si chiudeva nella sua stanzetta a studiare, a guardare video su Youtube. Si nascondeva dal mondo e dalla vita, faceva finta che sua madre non e...

Trionfi e sconfitte

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Eccomi ritornata. Dopo un lungo periodo di riflessioni, dopo una lunga assenza eccomi nuovamente qui. Come mi succede di solito scrivo dopo aver vissuto un periodo un po' complicato una specie di lungo tunnel nero, di infinito traforo di cui ora, dopo un bel pezzo, riesco a scorgere la luce. E so che quella luce ce la portiamo sempre dentro, solo che a volte la si nasconde dietro l'irresistibile propensione a lamentarsi e a non voler far nulla per cambiare. Ho lasciato che quest'ultimo periodo della mia vita dicesse qualcosa di me che non mi piaceva, ho lasciato che una fetta della mia giornata desse un' immagine di me che non volevo accettare e che alla fine mi sono detta che non mi rappresenta veramente. La prima metà dell'anno è stata come nuotare nelle sabbie mobili. Una fatica incredibile per non affogare. Ma sono rimasta li a lottare. Forse aveva ragione mio padre a dire che  ho la testa dura come i calabresi : sarà che sono un po' calabrese d'adozi...

Cristallo

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Mi concederò il lusso di essere debole di appoggiarmi sulle tue spalle morbide e forti di sciogliermi dentro un tuo abbraccio di piangere come una femminuccia, come me. E per quelle come me cresciute a pane e difficoltà si tratta di un preziosissimo vestito di diamanti sottile, etereo, impalpabile. Un vestito che molti deridono e che sta bene solo a chi ha un grande coraggio. E scoprirò che è forte davvero soltanto chi la sa guardare in faccia la propria fragilità. Chi ti da il coltello dalla parte del manico e ti porge il fianco. Perchè di gente armata e di armature là fuori il mondo è pieno e tu ed io siamo due matti che combattono. E l'amore è un percorso, l'amore è il modo, la strada. L'amore è il maestro, il rifugio, la guida. E con tanta paura, una paura grande quanto il mio cuore infilo un piede dietro l'altro con attenzione. E poi mi giro e ti porgo la mano e tremo e grido e a volte per la paura ti faccio male. Ma ...