Abitare piano, Andrew Faber
Ricordati di abitare piano. Di entrare nei giorni come si entra in una chiesa di campagna, con un po’ di silenzio addosso e il cuore in mano. Non passare nel mondo come chi ha sempre fretta, come chi guarda l’orologio e non il volto di chi ha davanti. Fermati. Davanti a un geranio che continua a fiorire nonostante il vento. Davanti alla crepa di un muro dove il tempo ha scritto la sua calligrafia stanca. Davanti alla mano di tua madre, che anche adesso, senza dirlo, cerca ancora la tua. La vita è quasi tutta qui. In ciò che sembra piccolo e invece sorregge il cielo. Nel cane che ti corre incontro come se fossi la cosa più bella del mondo. Nel pane caldo che sa di casa. In una voce che pronuncia il tuo nome senza chiederti di essere diverso. Noi siamo creature provvisorie. Case con una luce accesa per poche sere. Fiammiferi che il vento può spegnere da un momento all’altro. Eppure, in questo breve passaggio, ci è stato affidato l’infinito. La possibilità di amare. Di fasciare le fe...