Post

Le 10 lezioni di vita - Bhagavad Gita

1. Il cambiamento è la legge dell’universo “Ciò che "appartiene" a voi oggi apparteneva a qualcuno ieri e sarà domani di qualcun altro. Il cambiamento è la legge dell’universo”. Nulla è costante. Nulla è definitivo. La vera immobilità deriva dall’abbracciare il movimento – il flusso e riflusso della vita. La terra si muove attraverso lo spazio. La notte segue il giorno. Ogni momento è completamente nuovo. Essere saggi consiste nell’accettare il cambiamento. Essere illuminati vuol dire amare il cambiamento. 2. Tutto accade per una ragione “Qualunque cosa ti sia successa era buona Tutto ciò che accade è buono. Qualunque cosa accadrà sarà anche buona“. Questa mentalità ti dona potere. Questa mentalità attira tutte le cose migliori. Quello che è successo… è successo. Non c’è più niente da fare. Il futuro è un’immagine, un’illusione. E non avverrà mai. E’ sempre ora. E’ possibile controllare il presente. Bisogna viverlo al meglio. 3. Amare il processo senza dipendere dal risultato...

La scala a pioli

Immagine
C'erano una volta due bambine, Chiara e Luna. Chiara parlava tantissimo, sempre. Luna era molto introspettiva e brava ad ascoltare. Erano amiche da sempre e condividevano ogni segreto. Trascorrevano tutte le estati in Sicilia e cantavano, si tuffavano ammare e ridevano molto. Gli anni passavano e loro continuavano a raccontarsi le loro vite reciprocamente. Fino a quando un giorno dopo una lunga passeggiata Chiara cadde in un buco profondissimo nel terreno. Precipitò giù. Mentre cadeva percepiva l'ampiezza del luogo, sembrava che nulla potesse fermare quella caduta, quell' oscurità. Luna le rimase accanto per un po' ma dopo qualche tempo guardando nella buca che per Chiara era così scura e profonda, si accorse che c'era una scala a pioli profonda quanto la buca che consentiva l'uscita. Sarebbe bastato a Chiara voltare le spalle per vederla. Lo disse all'amica. "Chiara ascoltami. C'è un modo per uscire di qui ed è piuttosto facile, pu...

InOspitali

Immagine
Ci sono angoli remoti di mondo Dove il tempo è una garza di cotone E lo spazio un muro senza intonaco Immerso di tracce di umanità rare La sposa bambina Con responsabilità più vecchie dei suoi anni La bellissima amazzone ebano calma come una statua, inamovibile pur nella sua dolce fermezza L'esperta di oroscopi e quotidianità Ci sono servi e padroni E conversazioni piccole ma grandi C'è silenzio Il silenzio dei luoghi senza un nome C'è la noia del non fare. Ci sono momenti uguali a se stessi E pulsazioni meccaniche che si contraggono uguali nella notte Soprattutto ci sono solitudini Dense come i vuoti che non sai riconoscere E su tutto questo c'è una bellezza tra le tue mani Una bellezza che ti allarga un punto nel petto C'è l'amore per la vita che sempre trionfa senza bisogno di difendersi È un dolore antico come il battito cardiaco. E notti insonni E latte che non ha orari E sentire il tuo cuore dentro e fuori di te.

Attesa

Immagine
Negli ultimi mesi ho imparato che il corpo è un grande maestro Solo che ce ne siamo dimenticati. Che la pazienza è la virtù degli eroi Mentre il giudizio e la ragione sono  I calzini indossati al rovescio dalla paura. Che l'immobilità fisica o mentale avvelenano il corpo e lo spirito. Ascoltare opinioni spesso equivale a perdere il proprio centro ma non farlo è camminare in un deserto senza acqua. Che le opinioni altrui sono un metodo perché la Verità non esiste. Che si può amare anche da lontano. Che il perdono richiede tempo e pratica. Che a volte la lezione da capire è che non possiamo capire; ma possiamo imparare a sentire invece.

Recensione musicale Erem Davi Q, Un sogno diventato irrealtà

Immagine
Un album dal contenuto corposo che rischia di far perdere il pubblico in uno spazio senza cornice e senza limite Quattordici brani molto orecchiabili e no accattivanti: a tratti rimandano ai  Subsonica   e ad i  Finley   ("Equilibri-Squilibri"), a tratti ad atmosfere anni '70 ("Levin"). Alcuni sono costruiti intorno a delle tematiche quali la paura di vincere, di raggiungere i propri sogni ("L'impressione che ho"), il desiderio di oltrepassare i propri limiti ("I miei eroi"), mentre altre canzoni sembrano essere solo un gioco stilistico ("Prima di Venire", in cui il cantante ripete costantemente la frase “ Non mi ritrovo, sono irrazionale ” o "Pensieri violenti", che termina con uno sparo). In generale, il filo che lega tutti i pezzi è la difficoltà di associazione tra titoli e contenuti come se, pur essendoci dei temi riconoscibili, all'album mancasse una cornice di riferimento, con il rischio di rende...

Recensione Musicale Caludio, Acque inquiete

Immagine
Con una base strumentale così ricca, in merito ai testi si può fare di più L'album si compone di 5 tracce in cui ricorrono delle tematiche precise: l'idea della vita come una sorta di navigazione, talvolta come naufragio, in cui il protagonista risulta essere spesso uno spettatore, un osservatore impossibilitato - per via del suo ruolo – a prendervi parte ("Nello spazio"); l'idea della donna un po' vittima di se stessa, delle proprie pulsioni e raramente consapevole delle proprie scelte ("Se ti guardo"); l'amore come una dimensione che lascia un senso di vuoto e di inutilità ("Aspettando il niente") e la continua ricerca di un senso, la continua attesa che caratterizzano la vita e il costante timore dell'io narrante di perdere qualcosa di importante, inseguendo cose passeggere e vane ("Il faro"). La penna che scrive i testi è toscana, la terra dell'Accademia della Crusca, dove nasce la lingua italiana. In e...

Recensione musicale Le Chiavi del faro, la furia degli elementi

Immagine
Un album alla ricerca della libertà, strumentalmente ricco per un pubblico autonomo e indipendente che sa affrontare l'ascolto di un brano musicale senza alcuna guida e senza alcuna costrizione o regola Libertà è la parola chiave utile per comprendere l'album. La si ritrova nella scelta degli strumenti utilizzati dagli artisti che vantano un'incredibile varietà passando dalla chitarra al sax, dal synth alla drum machine che danno un tocco rock ma anche onirico all'intero disco. Tale libertà inoltre, intesa anche come assenza di ordine e di regole, è da un lato anticipata dalla copertina dell'album che raffigura un insieme poco ordinato di oggetti e dall'altro un imperativo artistico per i membri de Le Chiavi del Faro, che definiscono il loro lavoro musicale come un progetto che ha come scopo quello di suonare liberamente, senza costrizioni di nessun tipo. Gli undici brani del disco orbitano intorno a delle tematiche precise: la ricerca di senso conti...