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David Whyte e il Perdono, la Rabbia e La Maturità

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Il poeta e filosofo David Whyte sulla rabbia, sul perdono e su ciò che davvero vuol dire  la parola maturità  Perdonare è assumere un identità più grande rispetto a quella corrispondente alla persona che è stata ferita . “La nostra vita emotiva tiene traccia delle nostre incompletezze” dice Marta Nussbaum nella sua lettera luminosa ai giovani. Una creatura  senza bisogni non avrebbe motivi per avere paura dolore speranza o rabbia. La rabbia invece è una delle emozioni che giudichiamo più aspramente sia negli altri che in noi ma tuttavia comprenderla è centrale per mappare il paesaggio delle nostre vite interiori. Aristotele, piantando il seme per la saggezza pratica all'interno della civiltà riconobbe questo ruolo alla rabbia perché non si chiese se essa fosse buona o cattiva ma piuttosto come se ne potesse fare uso, per quanto tempo, verso chi direzionarla e come andasse manifestata. Questa sottostimata qualità di mappare le emozioni attribuibile alla rabbia è ciò che D...

La neuroscienza della natura: come stare all'aria aperta fa bene al cervello

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Quali sono i vantaggi derivanti dallo stare immersi nella natura? - Abbassamento dei livelli di cortisolo e di Stress - Abbassamento della pressione del sangue : salutare quindi anche per chi soffre di problemi cardiaci - Rilassamento a livello cerebrale grazie al contatto con le luci naturali - Esposizione a colori più coerenti tra di loro - Aumento dei livelli di dopamina - Cambiamento del movimento oculare Il disordine tipico dei paesaggi naturali, caratterizzati da linee curve e la ripetizione di modelli nella natura (frattali) calmano il cervello, attivano dei processi che portano alla risoluzione dei problemi : pare che i partecipanti alle ricerche dopo un' esposizione alla natura riescano a risolvere i puzzle più facilmente. Di contro i paesaggi artificiali provocano un effetto chiamato  "ripetizione della cecità" : quando il cervello non trova abbastanza diversità in un paesaggio diventa insensibile  alle parti singole come se non esistessero ...

Adesso

Ieri ho parlato con gli alberi Ho chiesto loro di mia madre Mi ricordo la sua risata E mi fa male in mezzo al petto In mezzo al petto ho un pulsante Che se lo schiaccio piango Alzai mer: alzai il mare: detto così  mi sembra di poter giocare con la realtà. Mi chiedo perché ti sei scelta questo destino? Cosa avresti fatto al mio posto?! Siamo qui per imparare Ma non pensavo il corso fosse così duro Oppure me lo sono dimenticato? Siamo figli delle stelle Molto più di un pigiama con un cognome ricamato sopra E posso raggiungerti E correre sulla spiaggia insieme a te I nostri piedi bagnati dal mare impanati di sabbia Gli occhi di tua nipote mi parlano di te. Ho visto un settantenne festeggiare saltellando E anche questo mi riporta a te  La vita sa e ci insegna E ci parla attraverso ogni cosa Forse si tratta solo di completare il puzzle e guardare qual è il disegno. Forse si tratta solo di capire che ADESSO è tutto quello che abbiamo.

Diamine

Ci sono vuoti che non si colmano Anatre che non sapranno mai riconoscere un cigno Cigni che cercano ancora uno specchio che non può restituire la loro immagine Una casa dove non voglio vivere Con voci troppo alte e aria di piombo da respirare E diamine indossateli questi miei panni Anche se non riuscite a comprendere, fate un tentativo! E c'è una malattia lenta e insidiosa Un male veloce e senza soluzione E ci sono due madri ma nessuna che si ricorda di me E ci sono cose che la vita sta facendo a pezzi E poi c'è questa orrenda solitudine Cassa di risonanza per i vuoti che non hanno nome E poi alla fine alla fine di tutto All'inizio del cuore e al centro C'è una luce profumata e rosa E ci sono tante lampadine Che mi sorridono E violini tulipani e biscotti a forma di cuore E allora forse devo solo ricordarmi che il paesaggio è fatto di prospettive E che il mio occhio sa scegliere dove guardare. Non tutti i giorni saranno luminosi Ma tutti i giorni dirò grazie alla vita.

Fare pace con il vuoto

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In questi giorni ho sentito molto forte questa luna nuova in Bilancia e Giove in Ariete. Si tratta di due archetipi, due schemi anche comportamentali in cui forse ciascuno di noi può riconoscersi. Valutare, soppesare, vedere i due lati della stessa medaglia è tipico della Bilancia, l'arbitro dello zodiaco mentre agire, fare, andare invece è tipico dell'Ariete che è il segno con cui tutti i dodici segni iniziano. Credo che tutti - anche chi non crede nell'oroscopo né all'astrologia - abbiamo bisogno di imparare qualcosa da ognuno di loro. A guardare con attenzione la nostra vita e poi a scegliere ciò che è meglio per noi. Alcune cose del mio passato sono ritornate a galla in questo periodo. Le ho superate tutte? Non credo ma ho fatto un passo un po' più in là. A voi è andata meglio? Avete lasciato andare il vecchio e abbracciato il nuovo?  Ho compreso quanto sia stato importante per me essere amata e approvata dal mondo ma al contempo ho compreso con estrema chiarezz...

L' udienza è tolta

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L' altro giorno casualmente sono capitata su una pagina e nello specifico su un video in cui si parlava delle critiche e si diceva che critichiamo per difesa. La critica servirebbe a nascondere la nostra paura di ciò che ci è sconosciuto. Ascoltando le sagge parole di Ollin mi è venuto in mente che criticare mi fa spesso sentire più forte e sicura...Rispetto a cosa? Esattamente non saprei ma certamente la critica è una coperta, uno scudo, una protezione: questo l'ho davvero sentito, percepito. E sono passati alcuni giorni.  Mi è capitato di leggere sul web che il nostro cervello lavora per contrapposizioni, per immagini e concetti contrastanti. Senza opposti non riesce a percepire la realtà, senza dicotomie non può immaginare le cose. Forse allora le critiche servono al nostro cervello. Senza critiche non ho opinioni e senza opinioni non esisto e la paura di non esistere è la paura più grande dell'essere umano. Allora in questi giorni ho provato a non formular...

Viva la vita

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Qualche giorno fa ricordavo alcune lapidi che ho visto in un viaggio a Cracovia . Erano vuote senza nome né date né foto. Senza fiori. Ricordo lo sgomento che questa immagine ha creato dentro di me. Pensarci mi ha trasmesso un profondo senso di dimenticanza, di abbandono, di vuoto. Ed in effetti quanti significati si associano alla morte? Alle lapidi? Alla ritualità di questo eterno addio? Mi stupisce l'attenzione che la cultura cristiana dentro cui sono nata e cresciuta riponga così tanti significati e attenzione alla morte. Sì comprano fiori freschi, lì si porta alla tomba. Ricordo mia nonna pulire con attenzione la tomba di mio nonno, lavarla con l'acqua, asciugarne il marmo. Io stessa lo faccio quando mi capita di andare al cimitero.  Però mi fa sorridere pensare alla cura con cui ci si approccia a questo momento della vita, i gesti, i simboli. L'idea che alla persona che non c'è più si debba mettere il vestito più bello, dare un aspetto decoroso. Non dico che non ...