Gli anni che mi mancano, Pablo Neruda


"Non l'avevo mai pensato così, ma una mattina, con il caffè fumante, ho capito che gli anni che ho, in verità non li ho più.

Sì, sembra strano, ma è la verità. Quegli anni che dico di avere se ne sono già andati - si sono fermati in fotografie, in vecchie risate, in amori che non fanno più male, in vestiti che non mi stanno più bene, e in sogni che hanno cambiato forma.

I veri anni che ho, sono quelli che mi mancano da vivere, quelli che non mi hanno ancora visto di nuovo ridere a crepapelle, quelli che mi riservano ancora un abbraccio, una chiacchierata sotto la luna, o un brindisi inaspettato.

A questa età si capisce che il tempo non si misura più in candeline o in nuove rughe, ma in momenti che valgono la pena, in risate che rimangono, e silenzi che non pesano.

Gli anni che mi mancano voglio passarli lentamente, senza fretta, con la calma di chi non ha più bisogno di dimostrare nulla.

Non mi preoccupa più se l’orologio corre o se la vita cambia i suoi piani: che corra, che cambi, che mi sorprenda!

Tutto quello che voglio è che gli anni che mi restano siano miei, davvero miei... vissuti con l'anima aperta, il cuore in pace e la certezza che tutto ciò che sono stato, con errori e successi, mi ha portato fin qui.

Ed eccomi qui: bevendo caffè, guardando dalla finestra la vita che passa ringraziando gli anni che non ho più... e abbracciando con amore quelli che mi mancano da vivere".

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