Come il mare nella conchiglia
Quando lascio un posto alla fine di una vacanza inizio a salutare tutto e tutti. Ciao casa, ciao mare. Ciao cielo, ciao barista sulla spiaggia, ciao sabbia, ciao bagnino, ciao stanza d’albergo, ciao sala delle colazioni. Ciao donna alla reception, ciao cameriere, cameriera, ciao impiegato d’albergo che sparla del capo, ciao onde, ciao sdraio, ciao passerella che porta al mare, ciao scale, ciao cucina, ciao letto, ciao sole, ciao nuvole. Ciao docce, ciao giochini al mare per i bambini, ciao piscina. Si lo so fa ridere ma si sembra un modo divertente ed efficace per salutare profondamente le cose e le persone che incontro. Che poi diventano anche un po' parte di me. E’ per accomiatarmi dalle cose che per un po' non vedrò più e che so che mi mancheranno. In questi momenti in cui mi sento davvero unita a tutto ciò che mi circonda (anche se in realtà uniti lo siamo sempre solo che non ce ne rendiamo conto) mi sento un po' shintoista, connessa all’anima di tutte le cose. E fo...