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Visualizzazione dei post da settembre, 2026

Il senso di noi

  M i mancano le tue mani con le nocche storte da artrite (non pensavo potessero mancarmi i difetti) Mani che sapevano fare I l tuo sguardo fiero Il tuo modo di muoverti nello spazio L a tua risata dirompente La tua voce mentre cantavi o mentre parlavi L a tua grinta di fare andare raggiungere che non ti ha mai lasciato M i mancano i tuoi profumi spruzzati a sgamo I l tuo taglio corto G li spacchi delle gonne I tuoi tailleur L a leonessa dentro di te, fino all'ultimo M i manca che nessuno è come te N essuno lo sarà mai N eppure io. E tutto questo mi dà il senso di me, di te e di noi.

Lasciarsi fiorire

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A casa ho una pianta grassa piccoletta a forma di cuscino tondo con tante spine, la classica pianta che non ha bisogno di troppe cure e acqua. Ogni tanto però mi sorprende con dei fiori di un colore tra il rosa e il bianco molto delicato e dal profumo lieve e dolce. I fiori vengono come sparati fuori dalla pianta con una piccola prolunga vegetale che li allontana un po' dal centro. Stanotte mi sono svegliata e ho visto che il fiore era sbocciato proprio di sera silenziosamente e molto scenograficamente. Così ho iniziato a riflettere. Perché questa pianta grassa usa queste prolunghe vegetali per dare fiori? Da dove arrivano fiori così profumati ed eleganti (se si considera la struttura della pianta)? I fiori sono dentro la pianta? Così ho chiesto all'intelligenza artificiale ed ecco cosa ho scoperto: La prolunga vegetale serve a proteggere i fiori dalle spine, a fare avvicinare gli insetti impollinatori e al contempo ad allontanare gli insetti nocivi. Da dove arriva il fiore? Il...

Oride: il fritto si mangia con le mani

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  Questo locale non ha bisogno di pubblicità eppure dato che mi ha particolarmente colpito eccomi qui a scrivere. Il nome è Oride e la prima volta che l’ho sentito ho subito pensato ad un cuoco panciuto e senza capelli col grembiule sporco, ma che errore ho fatto! Quando ero in procinto di uscire ho visto il disegno sul menu (una elegante signora coi capelli raccolti che usa il mortaio, ogni menu reca questa immagine incisa a mano, ogni pezzo è perciò unico) allora ho esclamato “ma Oride è una donna” e la signora che prende le ordinazioni e le prenotazioni mi ha spiegato che si tratta di un nome di donna sì, del primo dopoguerra (da alcune ricerche che ho fatto successivamente vuol dire “portatrice di luce”) e che era il nome della nonna della titolare. Il locale è piccoletto, pieno di chincaglierie sulle mensole, sul soffitto, sulle pareti ma curiosamente tutti questi oggetti ed oggettini non danno un aspetto disordinato al locale anzi lo rendono unico ed interessante. L’occhio ...