La mappa del tesoro

 Oggi è il compleanno di mia mamma: se i nostri genitori sono dentro di noi allora è anche un po' il mio compleanno, un momento per festeggiare quindi.



In Biodanza si dice che si può parlare di qualcosa solo quando la si è vissuta. Io credo che se una cosa la si sente vera, anche se non la si è vissuta veramente allora quel sentire corrisponde a verità e se ne può parlare anzi si può fare propria quella verità.

Vorrei tanto poter dire o potermi fare leggere da quelle persone che hanno "perso" uno dei loro cari che la morte non è la fine, che ci separa un tessuto sottile come la seta dai nostri morti. Sono certa che sapendolo la vita, per chi soffre ancora per quel ricordo, per quella mancanza sarebbe più lieve, più semplice e più gioiosa. 

Sapere che la tua mamma, la tua nonna, il tuo papà ti accompagnano ti sono accanto sono sicura che per molti sarebbe un grande conforto. Io l'ho vissuto direttamente. Con mio padre ho segnali quotidiani della sua presenza: un numero, una canzone, una frase che sento dentro di me. Con lui il rapporto con l'oltre è semplice, immediato, quotidiano. Con mia madre inizio a viverlo ora questo rapporto e giusto tra ieri sera e oggi mi sono arrivati dei regali: un incontro con una persona della mia infanzia programmato proprio per oggi, un sogno che ha guarito un dolore antico e un ciondolo di quando ero bambina che in qualche modo ho recuperato proprio oggi. 

Tutte le persone che soffrono e che piangono chi non c'è più forse se sapessero e sentissero che i loro morti non se ne sono andati magari vivrebbero con più slancio e coraggio o andrebbero avanti nella vita con la leggerezza e la curiosità di un bambino che percorre passo dopo passo il percorso verso una mappa del tesoro e quel tesoro è la vita. 

Magari mi sbaglio ed è certo che ognuno ha la sua storia. Magari per qualcuno quel dolore, quel pianto hanno un senso. Accadono cose nella vita che non sappiamo spiegarci e va bene così: a volte il senso è accettare che magari il senso è immenso, tanto più grande di noi e della nostra esistenza ma non possiamo spiegarlo o trovarlo.

Però se mi stai leggendo e hai perso qualcuno e tutt'ora soffri magari (pur non avendolo vissuto direttamente) se senti che può esser vero che tua nonna, tua mamma, tuo papà sono ad un palmo di naso da te e sono dentro e fuori di te. Se puoi arrivare a sentire che il tempo non esiste che non c'è ieri non c'è domani, se puoi arrivare a toccare l'idea che come noi possiamo essere altrove a volte mentre siamo vivi (persi in pensieri o ricordi)  anche i nostri morti possono essere accanto a noi, se puoi arrivare a considerare che vita e morte camminano insieme ed insieme danzano gli stessi passi di danza allora oggi sarai vicino ad una verità che finalmente potrà darti conforto e la forza per vivere la tua vita. Che alla fine sai che i nostri morti non se ne vanno per vederci piangere ma per celebrare la vita ogni singolo giorno. Perché la vita è una caccia al tesoro ed il tesoro sei tu.



Commenti

Post popolari in questo blog

Gli anni che mi mancano, Pablo Neruda

Poesia di Filippo Rubini

Waking di Theodore Roethke