Mio fratello Rakatan
Nella foresta immaginale ho incontrato Rakatan, mio
fratello, il guerriero di luce. Una parte di me è profondamente legata a lui.
Una parte di lui risuona come una melodia dentro di me.
Era vestito di bianco, con un gilet e i pantaloni morbidi. I
suoi piedi toccavano la terra. La sua posa era solida, forte. Sulle spalle
aveva delle frecce e le braccia tendevano un arco. Il suo sguardo fiero
guardava avanti. Aveva i capelli lunghi come i guerrieri dell’oriente. Una
parte era raccolta nella sommità del capo. Uno dei suoi occhi era marrone ed un
altro azzurro come sus padres. Riusciva a guardare in direzioni diverse
e ti nuotava dentro.
Si è girato verso di me, ho visto le piume di cui i suoi
capelli erano adornati muoversi mentre mi sorrideva. Il suo sorriso, il suo sguardo
mi hanno parlato, mi hanno riconosciuto. Con un gesto della mano mi ha fatto
segno di avvicinarmi e ci siamo abbracciati. Sentivo la foresta battere dentro
di lui, sentivo la forza del suo corpo. Sentivo il sostegno e la presenza,
sentivo di non essere sola. Il suo abbraccio mi ha detto: sono sempre con
te, non sarai mai sola, cammino al tuo fianco.
Si è fatta notte e abbracciati insieme abbiamo ululato alla
luna. Rakatan: forte come un tuono, dolce come una poesia. Ho letto questo nel
suo nome.
Ti porto con me
come un’amuleto.
Dalla sacca che aveva
con sè ha estratto un oggetto: era un piccolo richiamo a fiato. Mi ha fatto
segno di portarlo con me quando fossi uscita dalla foresta. Dopo mi ha stampato
un altro abbraccio in mezzo al cuore e lo sento proprio lì, nelle cellule del
petto.
Mi ha salutato e mi ha detto “usa il richiamo e io correrò
da te”.
Dopo ha ricominciato ad allenarsi per un altro combattimento
e l’ho lasciato che si allenava tra le foglie del bosco.
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