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Un piccolo passo del mio libro

Un estratto di "Con i miei occhi"

Mio padre era uno di quegli uomini convinti che dalle scarpe riesci a capire molto delle persone. Mi ricordo che mi aveva raccontato che quando era giovane aveva lasciato una ragazza molto bella per via delle scarpe che portava. Mi raccontò che erano delle scarpe a punta che tradivano una certa attenzione alla moda e all'esteriorità, forse una propensione alla frivolezza. Così aveva deciso che non poteva stare con una donna così attenta all'esteriorità, l’aveva ritenuta (a torto o a ragione) troppo superficiale. A 18 anni ha preso e se ne è andato via dalla Sicilia. Era un ragazzino. Il figlio maggiore e, forse per questo, cresciuto troppo in fretta Me lo immagino un po’ sperduto, con la sua piccola valigia marrone che se ne andava solo, magari con la testa bassa e infreddolito e partiva per la sua vita. Cosa avrà provato? Me lo immagino guardarsi attorno come faceva lui, con la sensazione di vuoto. Studiare l’universo intorno a lui. Sedersi su quel treno pieno di speranz
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Adesso

Ieri ho parlato con gli alberi Ho chiesto loro di mia madre Mi ricordo la sua risata E mi fa male in mezzo al petto In mezzo al petto ho un pulsante Che se lo schiaccio piango Alzai mer: alzai il mare: detto così  mi sembra di poter giocare con la realtà. Mi chiedo perché ti sei scelta questo destino? Cosa avresti fatto al mio posto?! Siamo qui per imparare Ma non pensavo il corso fosse così duro Oppure me lo sono dimenticato? Siamo figli delle stelle Molto più di un pigiama con un cognome ricamato sopra E posso raggiungerti E correre sulla spiaggia insieme a te I nostri piedi bagnati dal mare impanati di sabbia Gli occhi di tua nipote mi parlano di te. Ho visto un settantenne festeggiare saltellando E anche questo mi riporta a te  La vita sa e ci insegna E ci parla attraverso ogni cosa Forse si tratta solo di completare il puzzle e guardare qual è il disegno. Forse si tratta solo di capire che ADESSO è tutto quello che abbiamo.

Diamine

Ci sono vuoti che non si colmano Anatre che non sapranno mai riconoscere un cigno Cigni che cercano ancora uno specchio che non può restituire la loro immagine Una casa dove non voglio vivere Con voci troppo alte e aria di piombo da respirare E diamine indossateli questi miei panni Anche se non riuscite a comprendere, fate un tentativo! E c'è una malattia lenta e insidiosa Un male veloce e senza soluzione E ci sono due madri ma nessuna che si ricorda di me E ci sono cose che la vita sta facendo a pezzi E poi c'è questa orrenda solitudine Cassa di risonanza per i vuoti che non hanno nome E poi alla fine alla fine di tutto All'inizio del cuore e al centro C'è una luce profumata e rosa E ci sono tante lampadine Che mi sorridono E violini tulipani e biscotti a forma di cuore E allora forse devo solo ricordarmi che il paesaggio è fatto di prospettive E che il mio occhio sa scegliere dove guardare. Non tutti i giorni saranno luminosi Ma tutti i giorni dirò grazie alla vita.

Fare pace con il vuoto

In questi giorni ho sentito molto forte questa luna nuova in Bilancia e Giove in Ariete. Si tratta di due archetipi, due schemi anche comportamentali in cui forse ciascuno di noi può riconoscersi. Valutare, soppesare, vedere i due lati della stessa medaglia è tipico della Bilancia, l'arbitro dello zodiaco mentre agire, fare, andare invece è tipico dell'Ariete che è il segno con cui tutti i dodici segni iniziano. Credo che tutti - anche chi non crede nell'oroscopo né all'astrologia - abbiamo bisogno di imparare qualcosa da ognuno di loro. A guardare con attenzione la nostra vita e poi a scegliere ciò che è meglio per noi. Alcune cose del mio passato sono ritornate a galla in questo periodo. Le ho superate tutte? Non credo ma ho fatto un passo un po' più in là. A voi è andata meglio? Avete lasciato andare il vecchio e abbracciato il nuovo?  Ho compreso quanto sia stato importante per me essere amata e approvata dal mondo ma al contempo ho compreso con estrema chiarezz

L' udienza è tolta

L' altro giorno casualmente sono capitata su una pagina e nello specifico su un video in cui si parlava delle critiche e si diceva che critichiamo per difesa. La critica servirebbe a nascondere la nostra paura di ciò che ci è sconosciuto. Ascoltando le sagge parole di Ollin mi è venuto in mente che criticare mi fa spesso sentire più forte e sicura...Rispetto a cosa? Esattamente non saprei ma certamente la critica è una coperta, uno scudo, una protezione: questo l'ho davvero sentito, percepito. E sono passati alcuni giorni.  Mi è capitato di leggere sul web che il nostro cervello lavora per contrapposizioni, per immagini e concetti contrastanti. Senza opposti non riesce a percepire la realtà, senza dicotomie non può immaginare le cose. Forse allora le critiche servono al nostro cervello. Senza critiche non ho opinioni e senza opinioni non esisto e la paura di non esistere è la paura più grande dell'essere umano. Allora in questi giorni ho provato a non formular

Viva la vita

Qualche giorno fa ricordavo alcune lapidi che ho visto in un viaggio a Cracovia . Erano vuote senza nome né date né foto. Senza fiori. Ricordo lo sgomento che questa immagine ha creato dentro di me. Pensarci mi ha trasmesso un profondo senso di dimenticanza, di abbandono, di vuoto. Ed in effetti quanti significati si associano alla morte? Alle lapidi? Alla ritualità di questo eterno addio? Mi stupisce l'attenzione che la cultura cristiana dentro cui sono nata e cresciuta riponga così tanti significati e attenzione alla morte. Sì comprano fiori freschi, lì si porta alla tomba. Ricordo mia nonna pulire con attenzione la tomba di mio nonno, lavarla con l'acqua, asciugarne il marmo. Io stessa lo faccio quando mi capita di andare al cimitero.  Però mi fa sorridere pensare alla cura con cui ci si approccia a questo momento della vita, i gesti, i simboli. L'idea che alla persona che non c'è più si debba mettere il vestito più bello, dare un aspetto decoroso. Non dico che non

Io il pane lo mangio lo stesso.

Non voglio chiedermi come sto Voglio mangiare carboidrati. No che questo pane non fa ingrassare. Non so se è l'energia che questi gg mi richiedono o questo vuoto che ospito dentro da sempre. Carboidrati: idratano e danno energia. Lo dice la parola! Forse il dizionario etimologico non sarebbe d'accordo ma credo in un uso creativo delle parole perciò... La fisica quantistica dice che il vuoto è solo la sottrazione di cose. Reifica i vuoti, le pause tra una nota e un'altra, gli spazi tra le parole. Insomma questo vuoto quantisticamente non esisterebbe. Ma io il pane lo mangio lo stesso.  E penso che c'è chi sostiene che ci scegliamo il destino la famiglia e tutto ciò che ci succede in vita. Io non riesco a crederci ora. Tu diresti che sono tutte cazzate e io riderei, divertita dalla tua solita testardaggine. Mi fa sentire sicura, ti fa sembrare solida. La tua lontananza fa sembrare Torino ancora più silenziosa, mi fa sembrare che è sempre agosto. Invece no. I b

Dono

Siamo scintille! Respiro Il mondo dentro di me Espiro Apro la mano e lascio scorrere via  Il cuore come una rosa pulsante Siamo fatti di bellezza Desidero Ed è tutto qui. L'impossibile è un'assurdità.  Simona Sirna