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domenica 29 gennaio 2017

Caro Amore ti scrivo





Come mai tutti questi cuori sulla pagina Facebook del Blog?
 
Un giorno ho pensato che sarebbe stato bello svegliarsi e trovare nella buca delle lettere una lettera d’amore scritta a mano, come si faceva una volta, da qualcuno che aveva pensato a me soltanto e si era preso del tempo, seduto alla scrivania per mettere per iscritto i suoi sentimenti. Una lettera che mi facesse sentire speciale e importante, unica.
Nella vita mi è capitato più di una volta di scrivere lettere d’amore a dei ragazzi, ma mi hanno portato sempre a dei fallimenti colossali (si sa che le cose se le devo fare,  le faccio sempre in grande io). Ma, al mio solito, anziché desistere ho preferito continuare. E così voilà: la lettera me la sono scritta da sola. Una lettera d’amore modello Baci Perugina. 



La lettera che mi piacerebbe ricevere, trovare in buca uno di questi giorni.
Poi ho pensato che sarebbe stato ancora più bello se quella lettera potesse andare bene per donne e uomini perché a chi non farebbe piacere ricevere una lettera d’amore?  E così ho scritto. Mi sono seduta e ho messo per iscritto tutto l’amore di cui ero capace. E dato che penso che il mondo sia un grande eco di quello che facciamo e che pensiamo, ho pensato che quell’amore dovevo condividerlo perché potesse tornare da me, come se si trattasse di onde radio che passano attraverso lo spazio e attraverso l’etere per raggiungere posti anche molto lontani tra loro.
Condividere l’amore con tutta Torino. E così ho ritagliato 11 pezzi di cartoncino rosso a forma di cuore, scegliendo un numero dispari ed indivisibile  come l’amore. E ho deciso che avrei  lasciato quei cuori in giro per la città perché fossero trovati . Su ogni cuore ho scritto i riferimenti del blog e la mail perché chi volesse trovasse il modo di contattarmi. E giorno dopo giorno avrei postato le foto dei luoghi dove avrei lasciato i cuori, questi pezzi di amore negli angoli più belli della città.
A San Valentino pubblicherò la lettera per intero e chi vorrà potrà usarla per il proprio amore.  Per chi troverà almeno cinque cuori ci sarà una sorpresa. Nel frattempo continuate a seguire questa caccia al tesoro e continuate a seguire il vostro cuore!

martedì 24 gennaio 2017

Robin e Batman





Cari papa',
Il vostro ruolo è quello più difficile. Perché voi sarete sempre il coprotagonista, quello che arriva dopo il personaggio principale. Voi sarete sempre Robin, un aiutante, sempre a fianco della star principale che è la mamma.
Essere madri a noi donne nella maggior parte dei casi viene più facile. Chi diventa madre ha nove mesi per prepararsi e spesso si porta appresso questo desiderio da sempre. Invece un padre impara col tempo, con gli anni.
Ma voi padri siete altrettanto importanti. Siete l’eroe di vostro figlio ed il primo grande amore di vostra figlia. Sarete un modello, un esempio, che lo vogliate o no. Siete stati investiti di un potere immenso, e mo dovete assupparvelo, come si direbbe in Sicilia.
Siate forti, specie perchè starete sempre allo scalino numero due di un ipotetico podio che è la famiglia.
Siate coraggiosi. Dovrete dare ai vostri figli una linea precisa e delle regole, perché sarete voi l’uomo del monte, quello che dice si (quando è il caso di dirlo) e magari per poterlo fare dovrete scontrarvi  con Batman, vostra moglie.
Non abbiate paura di litigarci, siate presente sempre – costi quel che costi.  Non lasciatevi relegare in un angolino solo perché essere padri è complicato e difficile e talvolta vi sembra di camminare sulle uova.  Cercate la forza dei no quando e se servirà,  insegnate ai vostri figli ad avere il coraggio delle proprie idee, semplicemente difendendo le vostre. Dite loro che li amate, e perdonateli quando vi risponderanno male. Abbracciateli di più, fate sentire loro che ci sarete sempre, anche in un modo silenzioso.  Accogliete le loro lacrime. Insegnate loro che l’amore si trasmette con il rispetto, con l’ascolto, con la presenza.  Insegnate loro i sorrisi, le risate. Insegnate loro a giocare e a divertirsi sempre, perfino nelle giornate più storte e complicate. Siate un faro nella notte, quella luce che sai come e dove trovare quando brancoli nel buio. Che magari non ti abbaglia ma che sai che c’è.
Così si ricorderanno di voi sempre, si ricorderanno del vostro grande cuore. Si ricorderanno delle volte che siete andati a prenderli a scuola, delle volte che avete cucinato per loro, delle volte che avete detto dei no e delle volte che avete aperto loro delle porte con i vostri si.

Dedico questo post all’uomo che ho amato in una maniera profonda e complicata, mio padre perché ora che ho imparato a vederlo non posso che essere orgogliosa di lui e della maniera in cui ha saputo amarmi sempre.

venerdì 13 gennaio 2017

Lettera al mio ex



Caro mio ex, queste sono le parole che difficilmente ti dirò e quindi te le scrivo qui: sono contenta per te, sono contenta che alla fine la vita ti abbia dato quello che volevi davvero. Il tuo desiderio è stato esaudito. Questo mi dice che quando desideri qualcosa con tutto te stesso quel qualcosa arriva ed è bellissimo. È successo anche a me un sacco di volte: desiderare ardentemente qualcosa ed ottenerla .
Chissà come sarà tuo figlio o tua figlia, se ti assomiglierà ed in cosa. Cerca di essere un buon padre, sii presente, sii un esempio. Ti immagino che stringi questo pezzo di te tra le braccia e chissà come ti senti.
Non provo odio. Non provo rancore. Sto bene.
Sii forte e coerente perché prosegui questa strada senza di me. Ora anche io prendo la mia strada, una strada fatta di sole e luce dopo mesi di freddo e di pioggia. Starò bene.  Bene, benissimo. E grazie.  Grazie dei momenti belli, di quello che abbiamo condiviso. Delle battaglie che abbiamo condotto insieme, spalleggiandoci. Grazie per le volte che hai creduto in me e delle volte che, in un modo tutto tuo, mi hai sostenuto.  Grazie anche per i momenti difficili perché lì ho sentito che qualcuno mi tendeva la mano e mi indicava una direzione.
Però ora è tempo di andare, di oltrepassare quella porta, di uscire nel mondo e diventare grande.
Oltre che te, ho imparato e sto imparando a perdonare me stessa.
Perdono.
Una parola che etimologicamente vuol dire donarsi completamente. Significa che anziché lasciare che il rancore e l’odio ci definiscano, lasciamo che sia la comprensione e l’amore a guidarci e a guidare le nostre scelte. Significa che le sofferenze sono un’occasione per migliorarci, per avvicinarci di più all’immagine che abbiamo e che desideriamo avere di noi stessi. Significa che la nostra identità siamo in grado di costruircela passo dopo passo e che possiamo scegliere noi chi essere, non lasciamo che siano gli eventi esterni a decidere per noi.
E non mi sentirò più in colpa per le volte che ho sbagliato, se si può parlare di sbagli quando in ballo ci sono i sentimenti. Ho fatto delle scelte, accettato e attraversato le conseguenze.  Sofferto, pianto un sacco di volte.  E forse sbaglierò ancora in futuro, chi lo sa, ma ora un angolo di paradiso me lo merito anche io, come tutti quelli che vivono, accettando la possibilità ed il rischio che comporta sbagliare e ripartire da zero.
 


lunedì 9 gennaio 2017

Polvere di stelle




Mi innamorerò, succederà ancora.  Tra i sogni, i sorrisi, gli sguardi e la primavera. Sarà un amore bellissimo, imperfetto e vero. Sarà un amore che sa di fiori che sbocciano, di aria frizzante che ti solletica il collo. E ti vedo li tra la folla che cerchi il mio sguardo e chissà dove sei. I tuoi occhi che incontrano i miei e non li lasciano più. I pomeriggi passati a guardare fuori dalla finestra, pensandoti. Svegliarmi con gli occhi pieni di te al pensiero di vederti, giorni che sanno di promesse e di polvere di stelle. Possibilità. Combinare follie, fare sciocchezze, un bacio sotto l’ombrello mentre piove. 

E tu che mi dici che sono bella perché sono io e nessun’altra.  E una paura folle,  paura di incominciare e paura di perderti.  E spazzerà via tutte le briciole che ci sono state prima di te, tabula rasa del passato. E allora, solo allora il passato tornerà a bussare alla mia porta perché mi vorrà indietro, ma sarà tardi. Perché io sarò lontana, distante, sospinta al di là delle stelle in un'isola che non c'è, almeno per ora.
 

venerdì 6 gennaio 2017

Il mio Ale Cattelan




Il mio prossimo fidanzato sarà un Ale Cattelan, anzi se sono proprio fortunata magari sarà proprio lui.


 Un tipo con il naso grosso: che i nasi grandi promettono sempre bene. Un brillantone pieno di talento e carisma, estroverso, divertente ed in gamba,  con cui non ti puoi mai annoiare. Un bruttone come pochi ma a me i bruttoni piacciono. E se non è bello ciò che è bello, quello che è brutto è ancora più bello (chiaro, no?).
Uno che si approcci bene alla vita e alle difficoltà, sempre con il sorriso. Sempre pronto a cogliere il lato ironico e sardonico delle cose. Uno che non si dia mai per vinto, uno che “l’ottimismo è il gusto della vita” insieme all’Amaro Montenegro (che l’ottimismo è proprio la morte sua: ci fanno pure i cocktails con l’ Amaro Montenegro e l’ ottimismo). 


Uno che ha visto il mondo ma che sceglie di fermarsi almeno un po’ (anche solo un paio di settimane, via) perché ha incontrato te e ha deciso di smettere i panni del nomade per quel lasso di tempo: breve sì, ma intanto l’ha fatto solo per te.
Uno mediamente sano di mente, non dico completo, basterebbe anche sano a metà. Quel tanto che basta per uscirci ogni tanto e perché non voglia citarti una poesia di Pascoli in un pomeriggio nel bel mezzo di una bancarella del mercato.  Aggiungerei il sorriso e l’allegria di Will Smith, che sia un po’ principe, ma di Bel Air. 

Insomma uno che potenzialmente potrebbe anche essere un elegantone, non dell’'800 ma dei tempi nostri.  E infine dovrebbe avere i bicipiti e il sex appeal di Usher quando balla, la voce e l’intensità di John Legend e l’arguzia di Paolo Bonolis.
Ecco un mix di questi elementi qui sarebbe irresistibile, letale. Oppure sarebbe talmente perfetto da annoiarmi a morte. E vabbè Ale, vediamo di incontrarci prima, se si tratta di te sono anche pronta a correre il rischio di annoiarmi.