lunedì 25 agosto 2014

Nuovi inizi


L'inizio dell'anno per me non è mai stato gennaio ma settembre. Settembre è il mese in cui si ritorna a lavorare dopo le ferie (solitamente in vacanza si va ad agosto, anche se non è sempre così) è il mese in cui la città si ripopola dopo il periodo estivo, il momento in cui gli studenti rientrano a scuola.
Si torna in città con un bagaglio di nuove speranze, una carica di relax e, solitamente, una buona dose di abbronzatura da sfoggiare. Per me è a dire il vero, anche il mese in cui inizio a stingere e a cambiare pelle (semplicemente l'abbronzatura se ne va). È un nuovo inizio con magari un elenco di nuovi propositi: mi iscrivo in palestra, frequento un corso di lingua araba, inizio a mangiare sano, inizio a ballare latino..
settembre è il mese che ci prepara all'autunno, anche se – a dire il vero – l'estate a Torino non si è vista , è il mese in cui si decide di cambiare taglio o di ricominciare, magari con un nuovo look.
Settembre è il mese delle cartelle, degli zaini e degli astucci nuovi, entrare in un supermercato e vedere una distesa infinita di papermate, matite e diari. Il mio settembre, il mio anno nuovo inizia sempre così: con una nuova agenda dove segnare gli impegni, le cose da fare e quelle a cui pensare.
E ogni settembre, o meglio ogni fin d'estate mi viene in mente la canzone dei Righeira triste ma sempre attualissima:
“L'estate sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va..”

Come per me, anche secondo loro l'anno finisce con l'estate e ricomincia con settembre: se è vero che le cose che finiscono possono rendere tristi, la felicità può risiedere in un nuovo inizio, in un buon proposito o magari in un nuovo taglio di capelli:in un cambiamento insomma, e ogni cambiamento in fin dei conti parte sempre dalla testa.

mercoledì 13 agosto 2014

da dove comincio?







Tutti abbiamo lati nascosti, che non mostriamo, che non facciamo vedere subito o che non facciamo vedere affatto alle persone. Il concetto è che nulla è come sembra..la mia professoressa di inglese del liceo (l'adoravo) diceva che nella vita non importa come ci si sente davvero ma come ci si presenta agli altri, e che ostentare una sicurezza che non si ha è meglio che far vedere ciò che realmente non si possiede.
Questa è una vera lezione di vita: lo è stata per me. Ognuno di noi, come diceva Pirandello, ricopre dei ruoli nella vita, porta delle maschere: se non quelle che si è scelto, quelle che prima gli altri hanno scelto per lui e che poi ha fatto proprie, fino ad incollarsele addosso.
Alcune maschere sono più strette di altre, possono essere più o meno scomode, possono farci avvicinare a come vorremmo essere o a come ci vediamo.
Sta di fatto che credo che nessuna maschera e nessun ruolo possano riassumere a pieno quello che siamo, possano sintetizzare o schematizzare una persona.
Così come una principessa può nascondersi dietro un vestito da clown, nel continuo Carnevale che è, spesso, la vita: la forza può certamente celarsi dietro uno sguardo dimesso, la tenerezza dietro un pugno serrato.
Ed è questo: il fascino dei contrari che spesso risiede nell'animo umano, ciò che ho voluto rappresentare con il titolo del mio blog: per le prossime volte, prometto di fare discorsi meno seri.. come dice una cara amica del web infatti“ogni tanto bisogna essere frivoli”.