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mercoledì 31 gennaio 2018

Nove lezioni di vita

Mi è capitato tra le mani un video molto interessante di un attore-comico-showman, Tim Minchin e ho deciso di scrivere questo post. Lui parlava a degli studenti di un università che si approcciavano alla realtà scolastica . Personalmente penso siano regole valide per tutti, regole di vita pressoché universali. Eccole.

Nove importanti lezioni di vita.

1. Non devi per forza avere un sogno.

Se persegui obiettivi troppo a lungo termine o troppo grandi rischi di perdere la bellezza delle piccole cose, di perderti  quello che hai davanti agli occhi, di quello di cui disponi già. Potresti ad esempio concentrati su piccoli sogni, sul raggiungimento di piccoli obiettivi quotidiani.

2. Non andare alla ricerca della felicità.

La felicità non è un traguardo bensì un modo di vedere le cose, di approcciarsi alla realtà, alla tua vita quotidiana.

3. Considerati già fortunato.

Esserci, avere del tempo a tua disposizione, godere di buona salute. Tutti motivi per considerarti fortunato e per essere grato tutti i giorni.

4. Fai sport.

Su questo punto non c'è molto da aggiungere.

5. Sii severo con le tue opinioni.

Qualcuno diceva che solo gli stupidi non cambiano mai idea. È importante mettersi sempre in discussione e fare lo stesso con le proprie opinioni e convinzioni, imparare a guardare le cose da un altro punto di vista, imparare a guardare tutto in modo critico, perfino se stessi.

6. Insegna qualcosa a qualcuno.

Condividi la tua conoscenza, mettila a disposizione degli altri. Quello che diamo agli altri rimane nostro per sempre.

7. Che siano le tue passioni a dire chi sei.

Siamo abituati a definirci per contrasto: io non sono questo o non sono quello. Oppure parlando delle cose che non ci piacciono. È importante invece trovare ciò che amiamo e lasciare che sia quell'amore a definire chi siamo o chi desideriamo essere.

8. Rispetta le persone che hanno meno potere di te.

Il rispetto per gli altri non ha nulla a che vedere con la gerarchia.

9. Non affannarti.

Non prendere le cose troppo sul serio e non avere fretta di raggiungere quello che desideri. Potresti aver bisogno di tutta la vita per ottenere un determinato risultato o accorgerti, nel percorso, che invece desideri cambiare rotta. Hai tutto il tempo per farlo.

mercoledì 24 gennaio 2018

Esisto solo quando vinco

Un mese fa circa ho lasciato un corso che seguivo da un pò e su cui avevo puntato molto. Il fatto è che mi ero accorta che sembrava un lavoro. Un posto in cui il dovere era diventato più importante di qualunque altra cosa. Un posto in cui dovevo essere, dovevo sapere, dovevo dimostrare. Per me non c'era divertimento, non c'era libertà, non c'era creatività. Non bastava che ci fossi, non era sufficiente essere ed esserci ma dovevo essere o fare qualcosa. Sembrava un altro momento in cui a farla da padrone era il modo in cui mi percepivano gli altri, i risultati che ottenevo, la mia capacità (o incapacità) di emergere. Ma io volevo solo divertirmi e sentirmi in qualche modo connessa al resto del mondo.

Se ci ripenso non credo ci sia stato mai nulla nella mia vita che io abbia fatto per il gusto di farlo, perché dedicarmi ad una certa attività mi rendesse semplicemente felice, mi facesse sorridere e basta. Un posto dove non mi sentissi in una gara, in cui non mi sentissi contro qualcuno o contro tutti con il solo scopo di vincere. Se è bello vincere credo lo sia altrettanto giocare per giocare e basta, come fanno i bambini.
Eppure credo che siamo inseriti in un sistema molto rigido che tende ad inscatolarci tutti, a livellarci, a ficcarci in caselle fisse: bello/brutto, giusto/sbagliato, bianco/nero. E a metterci in una gara continua dove l'imperativo è vincere, primeggiare, stare al di sopra. Un sistema per cui esisto solo quando vinco.
Ecco. Sono stanca. Direi che ci si merita tutti un pò di semplice divertimento. Anche io.
E ora? E ora non lo so. So solo che ho chiuso questa porta. E chiuderla non vuol dire che so dove sto andando ma semplicemente che accetto questo momento come del tempo per capire chi sono e in che direzione intendo muovermi.

mercoledì 17 gennaio 2018

Love yourself. Charlie Chaplin

Quando ho iniziato ad amarmi

Ho scoperto che l'angoscia e la sofferenza sono il segno che stiamo conducendo una vita lontana dalla nostra stessa verità. E questo è essere autentici.

Ho compreso quanto può ferire imporre i miei desideri pur sapendo che il momento non è quello giusto e che la persona su cui cerco di imporli non è pronta, anche se si tratta di me. Questo è dimostrare rispetto.

Ho smesso di desiderare una vita diversa e ho in questo modo imparato che tutto quello che avevo intorno era un'occasione di crescita. Questo corrisponde ad essere maturi.

Ho realizzato che qualunque cosa accada siamo sempre nel posto giusto al momento giusto e che tutto avviene nell'esatto momento in cui deve avvenire. Questa è la fiducia nelle proprie capacità.

Ho smesso di rubare a me stesso il mio tempo e a pensare a progetti enormi per il mio futuro. Oggi dedico il mio tempo solo a quello che mi rende felice, alle cose che amo e che rendono allegro il mio cuore e le faccio a modo mio e seguendo i miei tempi. Questa si chiama semplicità.

Mi sono liberato di quello che non mi fa bene: cibo, persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi butta giù e che mi porta lontano da ciò che sono. Questo prima lo chiamavo sano egoismo, ora lo identifico con l'amore per se stessi.

Ho smesso di cercare di avere sempre ragione e da allora ho smesso di aver torto per gran parte delle volte. Questa è la modestia.

Mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi per il futuro. Ora mi godo il momento presente, quello dove tutto accade. Oggi vivo ogni giorno giorno per giorno. E questo è sentirsi soddisfatti.

Ho realizzato che la mia mente può farmi stare male. Ma quando l' ho connessa con il mio cuore la mia mente è diventata un' alleata senza pari. Oggi questa la chiamo saggezza del cuore.

Non dobbiamo più temere le discussioni, i confronti o qualunque altro tipo di problemi con noi stessi o con gli altri. Persino le stelle entrano in collisione e proprio dalle loro collisioni hanno avuto origine nuovi mondi. Oggi so che questa è la vita.

domenica 7 gennaio 2018

Alle stelle nella vita

Eh no che non ho tutte stelle nella vita, anzi un paio di fiaschi nascosti nello sgabuzzino a prender polvere. Però le stelle sono sempre la direzione. Inseguo un sogno e corro corro ed è già mio. Perché i desideri sono i sogni a cui abbiamo saputo credere contro tutto e tutti anche contro certi angoli bui della nostra mente. I sogni sono come un raggio di sole all'orizzonte, che ti sorprende dopo giorni di pioggia.
E sognamo il mare, sentiamo le onde infrangersi contro gli scogli. Sognamo la sabbia calda sotto le dita dei piedi, il sole sfrontato a bruciarci la faccia, un viaggio in treno a guardar fuori dal finestrino, con la nostra musica preferita nelle orecchie. E chi se ne frega se non siamo come gli altri ci vorrebbero, chi se ne frega se non ci adeguiamo, se non abbiamo abbastanza "like" sulla nostra pagina facebook. Perché siamo noi e non abbiamo paura di esserlo.

mercoledì 3 gennaio 2018

Yo no soy marinero

Il due gennaio di due anni fa la mia vita è cambiata radicalmente. Una strada in salita, dubbi e poi un sentiero serpentinato che dove conduce ancora, a dire il vero, non si sa.
Ho messo un sacco di punti, per ricominciare. Perché alcune cose erano finite e dovevo essere pronta ad iniziarne altre.
Ora punti non ne metto, che ne ho raccolti a sufficienza,  però inizio questo anno piena di grandi speranze di fronte ad una pagina bianca che più bianca non si può.
Sono pronta a scrivere su questo enorme foglio di carta liscio. A metterci del peso sopra, il peso delle mie scelte e delle mie decisioni.
E oggi andando in metro è successa una cosa grandiosa nella sua apparente semplicità. Un uomo cantava "la bamba". E tra il grigio delle facce di Torino, tra i volti seri, annoiati, presi in conversazioni virtuali con i loro pollici sugli smartphones è successa una magia. Mi sono sentita improvvisamente felice.
L 'uomo cantava e ho registrato due frasi: " yo no soy marinero, soy capitan": io non sono un marinaio, sono il capitano.
E questo vale sempre per tutti. A volte ci sentiamo invisibili e dimenticati, incolpiamo gli altri o il passato delle nostre infelicità: però siamo sempre noi i capitani delle nostre vite. Incolpare gli altri corrisponde a non riconoscere la nostra responsabilità nelle cose che abbiamo oggi e che abbiamo scelto.
La seconda frase è stata: "Para llegar al cielo se necesita una escalera chiquita": tradotto vuol dire che per arrivare al cielo serve una scala piccola: cioè le stelle non sono poi così lontane: io l'ho tradotto così.
E così presa da quella magia ho dato un euro al musicista improvvisato: anche se la felicità e la magia non si possono comprare.