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martedì 27 settembre 2016

Cioccolata


fables de sucre

C'era una volta un ragazzo con gli occhi azzurri, Mirko. Era il tipo di persona che sa sempre cosa dire in ogni circostanza, come rincuorare gli amici, ben voluto da tutti. Stava con una certa Karola, una bionda senza sale. La tipica fidanzata accondiscendente, la donna del sì disposta a perdonare sempre tutti. Un giorno nel loro rapporto entrò Federica, un incrocio tra il fisico di Aretha Franklin e la simpatia della sabbia nelle mutande ed il rapporto tra Mirko e Karola divenne un fantastico menage à trois, anche se Karola non sapeva nulla di tutto questo.
Ma un giorno che il tempo passava e l'orologio biologico di Karola le bussò alla porta, lei andò da Mirko:
“Mirko o ci sposiamo o ci lasciamo” disse Karola, aggiustandosi gli occhiali sopra il naso con il dito medio e pizzicando la “s”
lui si girò, puntando i suoi occhi azzurri su di lei in silenzio e le disse:
“ora non ho soldi, devo comprarmi la Ducati”. E il cuore di Karola si fermò in quell'istante esatto. In quel secondo tutti suoi progetti, la casa in campagna con la staccionata bianca, il labrador, due bei bambini biondi che correvano felici in un prato svanirono: dissolti.
E nel frattempo il menage a trois proseguiva. Federica si avvicinava alla preda sempre di più, come uno squalo quando sta per addentare la vittima. Lentamente ma in maniera violenta ed inesorabile. Era diventata la miglior amica di Karola che le raccontava tutto di lei e di Mirko. E Federica si inseriva nelle crepe del loro rapporto, nelle mancanze, nelle carenze. Come il bostic. Ci si infilava dentro e le tappava.
Ma forse quello era amore. Un amore folle e totale. Un amore che passa sopra a tutto e tutti. Che rovina rapporti di amicizia, spezza cuori va oltre ogni barriera per una persona. Forse l'amore, si chiedeva Federica nei suoi momenti di riflessione è proprio questo: fare di tutto, essere disposti a lottare sempre, anche contro se stessi, anche contro le cose giuste, contro ogni bene.
Alla fine Karola, dopo anni di sofferenze e di corna a primavera, estate ed autunno, trovò il suo uomo staccionata, la sua possibilità di una famiglia in stile Mulino Bianco, la casa in toscana con le mura bianche, un campo di grano tutto attorno e tutto il resto. Si chiamava Adriano lui, ed era un tipo senza sale proprio come lei.
Così il menage a trois presto divenne un noiosissimo binomio. Una vita di coppia. Una routine costante. Ovviamente a Mirko il menage mancava troppo perchè potesse rimanere senza. Conobbe una barista, un tipetto allegro e vivace: Samantha. Era piena di vita e di energia, due occhi neri neri e una risata fragorosa.
“e che ci fa una ragazza così carina in un bar come questo?” le disse Mirko con un sorriso da stregatto.
“tesoro, se un lavoro me lo dai tu chiudo baracca e burattini e me ne vado subito, sciuè sciuè” disse Samantha, scuotendo i fianchi in maniera molto teatrale e fragorosa.
Ma Mirko le diede ben altro che un lavoro. E così ebbe di nuovo il suo menage à trois, quello che gli mancava, il brivido che stava cercando in una vita sempre uguale.
E di Samantha poi ce ne furono mille in giro. Ma Mirko tornava sempre da Federica, sempre pronta ad accoglierlo, a perdonare, ad indossare delle gran corna di cervo in ogni stagione dell'anno. Era amore quello di Mirko per lei? Oppure lei era il suo porto di mare, quello in cui lui sapeva di poter tornare sempre e comunque, nonostante tutte le bariste del mondo, nonostante tutte le bugie, nonostante tutte le finte partite di calcetto?
Per Samantha Mirko lasciò il suo porto di mare. Ma solo per qualche mese. Era diventato il fidanzato di Samantha. Ma lei era una donna zavorra, di quelle che ti succhiano l'energia vitale, che ti chiedono sempre di più.
“ma perchè devi sempre uscire con i tuoi amici, resta cummè” le disse un giorno Samantha, battendosi la mano sul petto
“ma stiamo sempre insieme, perchè non possiamo uscire con i nostri amici di tanto in tanto” disse Mirko, fissando incurante il televisore
“perchè tu sei l'amore mio, solo accussì dobbiamo stare” disse Samatha, congiungendo i due palmi , a simboleggiare l'unione che voleva ci fosse tra di loro.
“ma non dire stronzate” disse Mirko, spingendo il palmo della mano verso l'esterno, in tipico stile chissenefrega.
“tu a me non ci pensi mai, stai sempre li a fissare sta tivvù, o sei a scrivere sul cellulare chissàpoiconchi e con chi sta, con chi stai, dammi sto cellulare e dallo ammè, che sono l'amore tuo!” e gli strappò il cellulare di mano e scoprì tutti i messaggi di Federica.
si nu strunz!vatinne disgraziat! T'accid!” e Mirko corse via da casa di Samantha che continuava con gli improperi in napoletano stretto e gli lanciava le scarpe.
Il tempo di uscire dall'androne del palazzo Mirko si trovò di fronte ai cugini di Samantha, due brutti ceffi con le braccia conserte e le magliette nere aderenti. Lo presero per la camicia e lo gonfiarono finchè smise di urlare, trascinandolo fino al marciapiede di fronte.
accussì impari a fare lo strunz” disse uno dei due, collana dorata al collo e naso da pugile. E Mirko tossì, e sputò sangue e denti.
Ancora una volta Federica era lì magicamente e lo soccorse. Gli occhi di Mirko si aprirono in un sorriso sdentato quando la vide. Lui era veramente felice di vederla. La sua mamma fidanzata, il suo porto di mare, la sua infermiera con le natiche di Aretha. Lo tirò su, si mise il suo braccio attorno alle spalle e gli disse:
“vieni Mirko, ti porto a casa” e lui annuì, grato per quella donna che la vita gli aveva messo accanto.

E a volte l'amore è una cosa che non si spiega. Lo spieghi e lo capisci se ci stai dentro davvero. Se lo vivi in tutte le sue imperfezioni, in tutte le sue sfumature. A volte le persone sono il nostro porto di mare. Un posto sicuro in cui sappiamo di poter tornare sempre: come quando fuori fa freddo, è buio entri nel tuo bar preferito ed il barista ti fa una cioccolata calda. Ecco l'amore è la cioccolata calda nei giorni freddi. L'amore sono gli uomini staccionata: quelli che sanno darti esattamente quello che stai cercando (e se ci si accontenta di una staccionata allora è tutto perfetto).
E poi ci sono le corna, un accessorio che funziona in ogni stagione dell'anno: c'è chi le sa portare e chi no: si tratta semplicemente di scelte, o di stile!

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