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venerdì 6 aprile 2018

Alicante

Eccola qui, una poesia di Prévert che non ho mai dimenticato.
Il poeta descrive, disegna o forse fotografa un immagine. Sembrerebbe proprio una fotografia a rappresentare una scena mattutina: una stanza alla luce del giorno, una donna in un letto, un arancia sul tavolo rimasta lì forse dopo una cena interrotta così ed un vestito sul pavimento. Poche pennellate, una scenografia, con cui Prévert ci dice moltissime cose. Ha passato la notte con questa donna che immagino bruna, con i capelli scarmigliati che dorme a pancia in giù. L 'assenza di un legame vero tra lei e il poeta che è l'io narrante della scena ma anche l'occhio attraverso cui la realtà viene filtrata. L 'impeto della passione per cui un vestito giace a terra anziché essere posato da qualche parte, un arancia: siamo a casa di qualcuno forse? E lo sguardo dell'uomo che accarezza il corpo di questa donna come se fosse velluto.
Prévert si è occupato di cinema ed in effetti sembra quasi il regista di questa scena. E ci sono dei concetti che si ritrovano spesso nelle sue poesie: l'amore, visto come una forma di libertà assoluta tra due persone, circoscritto al momento presente: una dimensione che sembrerebbe precludere il futuro proprio perché ha un senso nel qui ed ora. La ribellione, il disprezzo per le regole (un vestito per terra), la semplicità delle parole che catturano il lettore con estrema facilità, che paiono messe lì senza un' intenzione precisa, come se anch'esse fossero state scelte sulla scia di un momento. Prévert aggancia il lettore alle sue vetrine con un lessico immediato, quotidiano. In un attimo ci si ritrova nella sua realtà che però dice molto di più di quello che sembra. Anche qui. Una donna nuda in un letto. Una scena comune. Chi è? Sua moglie? Una donna qualsiasi? Cosa è successo tra loro? Tutto sembra familiare e dolce. Un' arancia, che è insieme un gusto, un profumo, un colore. E questo "presente del presente" dolcissimo.
Un vestito per terra. Di che tessuto sarà? E poi la freschezza della notte: una sensazione, un brivido che sfiora la pelle come se il poeta stesse accarezzando il lettore sulla guancia e potesse trasferirgli le sue sensazioni.
E all'incipit di tutto il titolo: Alicante. Il titolo è molto significativo a mio avviso e polisemico. Alicante è una località nel sud della Spagna ma è anche il nome di un vino e di un tipo di uva. Ancora una volta Prévert sceglie un colore e ci conduce verso un gusto, ci cattura con la sua realtà solo accennata e mette letteralmente il lettore ai suoi piedi. Che ruolo ha il titolo nella scena descritta? I due avranno bevuto? La donna è spagnola? Si trovano in una località meridionale della penisola iberica?
Oppure è un allusione a quanto l'amore o la passione possano inebriarci e disinibirci come il vino?
Molti sostengono che spesso si può comprendere molto dalle domande giuste. Se si applica questo concetto a questa poesia di Prévert si può decisamente affermare che Alicante sia un'enorme strumento di comprensione della realtà agli occhi del poeta.
Un' osservazione: Prévert è anche autore di una raccolta di poesie che si chiama "Paroles".Questo ci dice quanto fosse importante per lui la parola come strumento di comunicazione. Quindi quanto potente potesse essere uno strumento di comunicazione come la poesia. Le parole di per sé stesse, forse anche avulse da ogni contenuto o significato. Molte delle sue poesie sono un gioco di assonanze o di suoni ("Je suis come ne suis") come se la parola avesse un senso indipendentemente da tutto, dal contesto o dal significato. C'è anche forse il desiderio di prendere la realtà in modo scanzonato e a volte leggero. O forse anche proprio nell'utilizzo di uno strumento potente ma comunque non concreto e fisico come la parola la ribellione e la libertà di esprimersi in modo irriverente e senza alcun condizionamento tipico di ogni artista.

2 commenti:

  1. analisi coinvolgente ed emozionante, con il tuo stile, come fosse di getto.
    leggendoti mi sembra di veder scorrere le immagini davanti agli occhi. sarà che sono uno che tende a "fotografare" il mondo ed è un piacere ogni tanto poter "vedere" una fotografia scritta, fatta di parole.

    non leggo abitualmente poesie e il tuo post mi ha fatto proprio venire voglia di leggerla.

    Un’arancia sul tavolo
    il tuo vestito sul tappeto
    e tu sul mio letto
    dolce presente del presente
    Frescura della notte
    calore della mia vita.

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    1. Caro lettore, ti ringazio per i complimenti. Quando quello che scrivo accende una miccia in chi mi legge, quando incuriosisce, quando diventa un mezzo per trovare una scintilla di luce dentro di se, capisco che non posso chiedere niente di più e niente di meglio.
      Se ti va passa di qui. Alla prossima!

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