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mercoledì 6 giugno 2018

Tutto quello che c'è

Qualche settimana fa mi è capitato di fare una scampagnata con un gruppo di persone molto più grandi di me. Avrebbero potuto essere i miei nonni. E mi sono resa conto, guardandoli sorridere all'idea di poter camminare in un parco, di quanto la felicità sia semplice. Ogni giorno ci affanniamo all'idea di inseguire qualcosa, qualcosa che forse non c'è se non nella nostra testa quando in realtà non ci serve nient'altro oltre quello che è già nostro per sorridere un pò.
Una cena fuori, una telefonata con un'amica, un messaggio di incoraggiamento.
Alla fine della giornata tutti questi "potenziali nonni" hanno fatto un bilancio della scampagnata. E alcuni hanno detto che sono stati contenti di aver respirato dell'aria buona o di aver trascorso una giornata in compagnia.
Mi sono resa conto di quante sono le cose superflue di cui ci circondiamo ogni giorno: pensieri, oggetti, ossessioni. E di quanto forse, più la vita ti scorre davanti più sei pronto a lasciarle andare. E mi sono sentita così stupida per tutte le volte che mi è capitato di sentirmi triste per un "niente".
E non voglio aspettare di essere troppo vecchia per sentirmi felice di quello che ho. La vita è ora, non domani. Non voglio aspettare domani per essere felice. Non voglio aspettare.
In questi giorni mi sono chiesta se la mia vita non sia perfetta così com è. Non per rassegnarmi senza cercare nemmeno di migliorarmi e di migliorarla un pò ma per prendere e apprezzare quello che c'è già, i successi che ho conquistato, quello che è già mio.
E se quello che ho, se la vita che ho fosse già il massimo?

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